Non c’è trippa per gatti per gli avversari dei Grifoni di Viera. Accadrà anche in casa dell’Inter, la pretendente al 21° scudetto, anche se l’esperienza al Meazza ha insegnato che sono più le cose negative all’infuori del pallone che rotola sul campo ad aver confezionato risultati.

Anche per Inzaghi non sarà facile giocare tatticamente contro Vieira e il suo staff. Lo si può immaginare guardando quanto sta succedendo in questa stagione calcistica dove non c’è più niente di così definito e pronosticabile quando il pallone è in gioco.

Sulla carta e per quanto ha fatto vede, il Vecchio Balordo ha tutto, proprio tutto per far strisciare il Biscione e continuare la sua corsa regalando risultati anche se per qualcuno, leggendo nel dopogara le cronache nazionali e i tecnici social nostrani, i rossoblù sono sporchi e senza un gioco.

La squadra quando ha disposizione tutta la rosa è robusta e lo avevamo scoperto già a luglio. Valori tecnici importanti si vedevano, anche con le (all’epoca) presunte uscite, ed è stato veramente difficile sopperire alle lunghe assenze di qualità che si sono protratte per lungo tempo, da settembre in poi.

Grazie alla corsa continua di Vieira e dei suoi ragazzi, il traguardo si può raggiungere senza fretta, ma senza soste. Gare con le trappole ci saranno, ma difficilmente i rossoblù molleranno la presa e non le allenteranno.

Al netto di quello che poteva essere, l’obiettivo primario stagionale, ovvero una salvezza comoda e anticipata, ha preso corpo, forma e sostanza.

 Il calcio non è mai stato e non sarà mai una scienza esatta, ma – come scritto anche qui su Buoncalcioatutti – i numeri e i risultati di Vieira e compagnia raccontano molto. Numeri che non sono stati ottenuti solamente sul campo, ma anche dietro le scrivanie dalla dirigenza a Villa Rostan. Dal 19 dicembre 2024, data del cambio di proprietà e dell’arrivo di Sucu come azionista di maggioranza e neo-presidente (che al  Genoa porta anche bene), il Grifone ha messo in classifica 14 punti, frutto della tranquillità acquisita dentro lo spogliatoio dopo le tante chiacchiere sul futuro. Bisogna ripetere come sempre che i successi in una società di calcio arrivano quando c’è l’osmosi tra tutti sul campo e fuori per raggiungere l’obiettivo prefissato.

L’attore Robbie Williams aveva pubblicato una frase da copiare e da collegare al futuro del Genoa: “Impara a tacere. Ci vogliono due anni per imparare a parlare, più di 50 per imparare a tacere. Il silenzio non è vuoto, ma è pieno di risposte. È solo quando impari a tacere, evitando discussioni inutili (pettegolezzi, nda) che mostri la tua intelligenza“.

Sulla formazione e sulla tattica di domani a San Siro poco da dire. L’equilibrio del Vecchio Balordo dovrà sposarsi con il coraggio nel cercare l’affondo giusto appena lo spazio lo consentirà.

Non in crisi ma quasi, l’Inter in 10 giorni perde un doppia occasione e, in malo modo, due gare con Fiorentina e Juventus, non riuscendo a superare il Napoli in classifica sempre distante due punti, senza dimenticare il quasi terzo KO nel derby della Madonnina, dove si è salvata nei minuti finali.

La dirigenza dell’Inter con Marotta è corsa subito ad Appiano Gentile per capire cosa succede. La critica  calcistica, quella che a inizio  campionato li aveva già proclamati vincitori dello scudetto numero 21 (considerate le due squadre a disposizione del tecnico per giocare in tutte le tre competizioni) ha subito individuato i motivi del passo da gambero di Inzaghi e compagnia: “Una rosa da ringiovanire. Contro la Juventus, 30 anni e 5 mesi la media”. Il carico da 90 è stato di Mkhitaryan: “Siamo troppi sicuri di noi. Pensiamo di essere troppo forti, l’aspetto mentale ci ha fregati. Poca concentrazione, sicuri  di fare gol”. Il dottore armeno, due lauree, potrebbe aver fatto centro: tra tutte le competizioni, il Biscione ha incassato 14 gol incassati nelle 28 gare giocate in tutte le competizioni dopo il 70’ di gioco.

Preoccupa Inzaghi e la società che la crisi di risultati sia avvenuta proprio nel momento in cui la squadra era alleggerita dalle gare di Champions e le settimane di lavoro intere. Il club nerazzurro si consola perché la crisi di risultati ha continuato a renderlo padrone nella parte alta della classifica, dove è tutto immutato visti i risultati di Napoli e Atalanta con il freno tirato.

Brucia non solo ad Inzaghi, ma anche a tutta la difesa nerazzurra di essere rimasta ferma come imbalsamata dal dribbling e dalla veronica di Kolo Muani, con Conceicao libero di battere a rete. Thiago Motta nel primo tempo ha messo in campo muscoli e altezza per contrastare la fisicità interista con marcature ad uomo, soffrendo solo contro Dumfries. Le marcature a uomo di Koopmeiners su Mikhtitaryan, Thuram sul regista Cahla e McKennie ad inseguire Barella, hanno avuto un buon impatto per la Signora.

L’Inter nel primo tempo ha fatto patire Thiago Motta nel cuore del gioco con il palleggio ha creato occasioni maldestramente mancate da Capitan Lautaro. I cambi di Thiago Motta nella ripresa hanno fatto la differenza più di quelli di Inzaghi, in particolare quando sono stati fatti uscire Bastoni e Dimarco non hanno avuto effetti positivi, come l’entrata di Thuram dolorante.

All’Inter preoccupano le condizioni di Calhanoglu, Dimarco, Bastoni e Mkhitaryan, l’infortunio alla mano di Sommer che cederà il posto all’ex Martinez e l’arrendevolezza del collettivo quando le partite come a Firenze, Torino sono salite di intensità. Quanto visto e raccontato sull’Inter non può chiamarsi crisi, le combinazioni Bastoni-Dimarco-Lautaro-Thuram non possono essere sparite così come le giocate nel cuore del gioco di Calhanoglu, importanti nelle due fasi di gioco.

Tatticamente i nerazzurri usano sempre il famoso 3-5-2 di Inzaghi, ma devono ritrovare la fluidità con il pallone coinvolgendo gli esterni nella progressione del possesso durante gli attacchi, oltre occupare gli altri spazi interni. Se tutto ciò non succederà prossimamente  potrebbe iniziare la crisi anche dentro lo spogliatoio, anche perché ad Inzaghi piace giocare, se può, sempre con i titolarissimi.

La formazione di Inzaghi la scopriremo dallo speaker del Meazza. Nelle precedenti gare che precedevano gare di Champions il turnover faceva da traino . Martedì giocheranno l’ottavo di finale di Coppa Italia contro la Lazio e i dubbi di Simone Inzaghi non saranno pochi. Thuram non sarà rischiato e tanti sono i diffidati in vista della successiva giornata clou (Bastoni, Barella, Mkhitaryan) col Napoli. Insomma, tanti corrono il rischio di non giocare contro Conte.

Arbitro Piccinini di Forlì, 41 anni, ingegnere edile. Promosso in Serie A nel 2019: in stagione ha diretto nove gare in Serie A tra cui Lazio-Genoa (3-0) e Venezia-Inter (0-1). Nel suo palmares sono 38 le gare dirette in Serie A.

Sei le gare dirette con l’Inter (5 vittorie, 1 pareggio). Con il Genoa 2 gare dirette e 2 sconfitte. Primo assistente Cecconi (Empoli), secondo assistente Vecchi (Lamezia), quarto uomo Arena (Torre del Greco), VAR Serra (Torino), AVAR Chiffi (Padova).

Diffidati Inter: Bastoni, Barella, Mkhitaryan. Diffidati Genoa: Martin.


Verso Inter-Genoa | Sommer va KO, pronto all’esordio Martinez