GLI APPROFONDIMENTI SUL GENOA
GAZZETTA DELLO SPORT – Una prima parte dell’intervista di giornata a Junior Messias fa capolino all’interno della Gazzetta dello Sport, che titola: “Il Genoa la mia gioia, ma ho avuto paura di smettere col calcio“. Di calcio si parla nella parte finale dell’intervista, che dedica più spazio alle problematiche fisiche avute dal calciatore brasiliano nei primi cinque mesi della stagione, passati convivendo con un infortunio che sembrava meno grave e che, invece, lo ha costretto ai box per diversi mesi. “È arrivato un infortunio all’apparenza non grave, da tre settimane di stop. Sono diventati cinque mesi, un periodo difficile, ogni mattina mi svegliavo e sembrava che non potessi più giocare a calcio. Non era come la rottura di un crociato. Sai che dopo sei mesi tornerai in campo. Ho sofferto tanto, anche perché vedevo la squadra in difficoltà, c’erano tanti infortunati e non potevo dare una mano. Tante volte ho pensato di lasciare e iniziare una nuova vita fuori dal calcio: alla fine, però, abbiamo trovato la soluzione” si legge nell’intervista, che parla anche del futuro del giocatore, che ha rifiutato un’offerta a gennaio per rimanere a Genova e al Genoa, dove Messias ammette di stare bene. “Devo parlare con la società, c’è un’opzione, valuteremo. Grazie a Dio i miei genitori mi hanno insegnato che l’onestà è la prima cosa. Devo capire da qui a fine campionato se riuscirò a dare continuità alle mie prestazioni: mai mi era capitato in carriera di stare fuori più di due mesi, anche quando giocavo nel Milan. Non ci ero proprio abituato“.
REPUBBLICA – Non è l’unica intervista del giorno quella a Junior Messias, che vive un secondo capitolo all’interno del Secolo XIX. L’edizione genovese di Repubblica, infatti, intervista anche Mattia Bani. “Empoli? Più dura che con l’Inter, ma Marassi ci aiuterà” è il titolo scelto per presentare il colloquio col difensore rossoblù. Il focus è incentrato proprio sulla gara di domenica prossima al Ferraris. “Sarà una partita combattuta. Nel girone di ritorno i punti pesano molto di più e le partite diventano meno belle perché la posta in gioco è alta. Ci sarà grande intensità e si cercherà di trovare l’errore per sbloccarla. Insomma, mi immagino una gara di questo genere“. E a chi gli domanda del prossimo trittico di gare prima della pausa, un trittico importante se non decisivo, Bani dichiara: “Sono tre partite importanti contro tre squadre sotto di noi in classifica. Abbiamo un buon vantaggio ma non è stato fatto niente. Contro l’Empoli paradossalmente è più difficile giocare che con l’Inter. Perché i punti valgono doppio. Affronti squadre che daranno tutto e saranno chiuse. Meno spazi, con l’Inter ne avevi di più. Saranno partite difficili un punto di vista nervoso e mentale“.
SECOLO XIX – L’intervista cominciata sulla Gazzetta dello Sport prosegue, andando ancora più a fondo sui cinque difficili mesi passati da Junior Messias, all’interno del Secolo XIX. “Calvario di 5 mesi, ho pensato di smettere. Il mio calcio è sentimento, voglio ritrovarlo. Via dai social perché avvelenano la vita vera” è il titolo, ma tra le righe si percepisce quello che il giocatore brasiliano ha vissuto dall’infortunio col Verona in avanti a causa di una infiammazione alla cartilagine del ginocchio che rifletteva le sue problematiche sul polpaccio. A sommarsi all’infortunio, poi, le voci di un Messias beccato con la moglie di un compagno e l’ipotesi rescissione del contratto.
“Tutto falso, naturalmente. Chi mi conosce sa chi sono, una persona seria e riservata. E Leali è un ragazzo intelligente, sa che non avrei mai fatto una cosa del genere. Sono sempre rimasto sereno e tranquillo, sono uscito da Instagram perché i social sono diventati insopportabili. Lì c’è una vita virtuale, io voglio vivere la vita vera” spiega Messias, che non si nasconde nemmeno su quello che potrà essere il suo futuro. “Devo parlare con la società, c’è un’opzione per il rinnovo: ci dobbiamo incontrare. Qui sto benissimo e mi piacerebbe restare. Non voglio, però, diventare un peso: avere un giocatore in rosa sempre infortunato non è cosa buona per il club, ma neppure per me. Noi siamo pagati per giocare, i miei genitori mi hanno insegnato che l’onestà è la prima cosa e non voglio rubare i soldi. Devo capire in queste ultime partite se riesco a dare la continuità che desidero. Non mi era mai capitato di stare fuori così a lungo, ora ho ritrovato la gioia di giocare. Finche riuscirò a far divertire la gente andrò avanti, quando il calcio sarà per me un peso allora smetterò“.
TUTTOSPORT – Il quotidiano sportivo rilancia un’intervista al presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, che parla della recentissima vittoria in casa della Juventus, del passaggio in semifinale e, anche, della delicata sfida di domenica contro il Genoa. “Baratterei volentieri la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia con i tre punti domenica. Per noi la gara contro il Genoa è fondamentale: vogliamo salvarci. Restare in A rimane il nostro obiettivo principale da raggiungere a ogni costo” ha dichiarato il presidente azzurro.
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