Nella giornata di ieri, lunedì 31 marzo, si è tenuto un incontro presso la sala “Paolo Rossi” della FIGC che ha messo a confronto il Presidente federale Gravina e la Divisione Serie B Femminile. In rappresentanza del Genoa Women era presente la Responsabile Marta Carissimi.

Ai club della Serie B Femminile è stato inizialmente presentato uno “studio – avviato dalla Serie A Femminile ed esteso alla Serie B – caratterizzato da sei piani di indagine: sportivo, fan base, economico-finanziario, commerciale, governance e sociale, che ha permesso di definire le prossime sfide del calcio femminile in Italia – legate, nel merito, ai campionati di Serie A e Serie B – e la caratterizzazione della fan base italiana e il relativo percepito“.

Ma l’articolo pubblicato dal sito FIGC riporta anche alcuni dati interessanti. “Lo studio relativo alla Serie B evidenzia come nella stagione 2023/2024, quella presa in esame, siano state 1.617 le calciatrici tesserate per i settori giovanili dei club di B, e di come il numero degli spettatori tra la stagione 2021/2022 e la stagione 2023/2024 sia cresciuto del 45%. Se le sponsorizzazioni costituiscono l’83% del totale dei ricavi “diretti” dei club nell’ultima stagione, nel corso delle ultime tre stagioni gli FTE dei club (full-time equivalent, una misura che consente di quantificare il numero di ore effettivamente lavorate da un dipendente o da un’organizzazione) sono cresciuti del 144%, concentrando la componente femminile principalmente sull’area sportiva“. Si legge inoltre che “11 club su 16 sono stati inoltre coinvolti nello sviluppo di iniziative sociali al fine di veicolare messaggi positivi e promuovere il calcio femminile come strumento di inclusione, empowerment e cambiamento sociale“.

La Serie B non era mai stata oggetto di un’indagine così articolata e completa – ha sottolineato la presidente della Divisione Serie B Femminile, Laura TinariNe sono usciti dati interessanti sul suo valore all’interno del movimento del calcio femminile italiano e sul valore complessivo del nostro movimento. Mi piace evidenziare come la maggior parte dei club veicolino attraverso l’immagine delle calciatrici messaggi socialmente importanti e siano attivamente coinvolti nello sviluppo di iniziative che promuovano il movimento del calcio femminile come potente strumento di inclusione, empowerment e cambiamento sociale. Siamo una categoria “dilettantistica” per la quale la responsabilità sociale è fondamentale. Identificandosi con tali valori positivi gli sponsor decidono di investire sul nostro segmento, traendone un importante valore aggiunto“.