La trentesima giornata di campionato, con otto gare alla fine, mette in palio 24 punti. È ancora da decidere per lo scudetto: in lotta contro l’Inter è rimasto solo il Napoli, ma anche per le altre due posizioni da Champions. Se la Dea di Gasperini non si riprende – da quando ha dichiarato di aver finito la propria opera i bergamaschi sembrano azzoppati – all’inseguimento ci sono Bologna, Juventus e Roma.
La squadra della Capitale è quella che vince con meno fronzoli tattici. Lotta tra Fiorentina, Lazio e Milan per l’Europa League. Si guarda solo la classifica mettendo le nefandezze societarie in secondo piano fatte da Milan e Juventus: a fare la figura dei fessi ad oggi solo gli allenatori. A giugno sarà rivoluzione anche dietro le scrivanie.
Come nella parte sinistra della classifica, anche in quella di destra saranno gli scontri diretti a decidere le sorti della retrocessione con Monza e Venezia quasi spacciati. Lecce, Parma ed Empoli a giocarsi la terzultima posizione. Salvezza a 34 punti hanno calcolato i tre allenatori.
La FIGC, il Presidente Gravina, la Lega Calcio di Serie A pensano di essere i principali innovatori della tecnologia applicata al calcio giocato, non rendendosi conto di essere sempre secondi. In Inghilterra la spiegazione del VAR sui tabelloni video dello stadio era già in atto già da qualche mese e non si è dovuto aspettare di rendere conto ai tre italiani Collina, Rosetti e Rizzoli che comandano la classe arbitrale mondiale ed europea.
Da stasera semifinali di Coppa Italia. Scenderà in campo l’arbitro che dovrà annunciare il cambiamento di una decisione dopo un controllo al monitor o dopo un silent check senza dare nessuna spiegazione di quanto successo.
Gli allenatori da molto tempo chiedono una sorta di challenge tennistico su alcuni episodi controversi e neppure oggetto di richiamo al monitor dalla sala VAR. La decisione probabilmente sarà adottata nel prossimo campionato con due chiamate del VAR dalle panchine. Si sperimenta nei campionati di Serie C e Femminile con video mini o sui tablet considerate le spese. A questo punto il problema più grande sarà chi terrà conto del recupero del tempo perduto perché le gare potrebbero superare i 100’ di gioco.
In silenzio cova anche il malumore degli assistenti, ormai considerati dalla tecnologia solo delle figurine sui campi di gioco, difficilmente ascoltati dalle cuffiette dei direttori di gara. Il campionato 2025/26 inizierà il 23 di agosto.
Como-Empoli 1 a 1. Non meritava di perdere l’Empoli dopo due pali e una rete mangiata. Solito Como che pensa di mandare in campo gli euro del calciomercato invernale, tanti, tanto possesso pallone alla spagnola ma poco equilibrio contro un Empoli organizzato nelle ripartenze che hanno fatto male. I toscani credono nella salvezza. Stasera sfidano il Bologna nella semifinale di Coppa Italia dopo aver eliminato in gare secche Fiorentina e Juventus ai rigori, il problema è che la rivincita sarà sotto le due Torri bolognesi.
Venezia-Bologna 0 a 1. Una sciabolata di Orsolini permette ai bolognesi di mantenere il quarto posto in classifica. I lagunari sono caduti dopo tre pareggi consecutivi, una sconfitta che complica la penultima posizione. Le due squadre hanno giocato a viso aperto, ma la qualità felsinea anche senza Castro ha fatto la differenza. Il Venezia non è stato a guardare, ha ribattuto, ma ha sprecato gol facili anche per merito del portiere Skorupski che ha salvato la vittoria.
Lecce-Roma 0 a 1. Soffrono Ranieri e la Lupa, ma portano sotto il Cupolone la settima vittoria consecutiva che permette loro di sperare di giocarsi la quarta posizione in classifica. C’è stata una Roma anche senza Dybala. Non cambia il modulo Ranieri e affida i compiti dell’argentino a Soulè facendo vedere che si può giocare e vincere anche senza la Joya. Il problema dei salentini che danno l’impressione di giocare con la paura di sbagliare, pressando alto consapevoli che il difetto principale e quello di avere la difesa scoperta sulle ripartenze.
Cagliari-Monza 3 a 0. Didi Nicola, osando in fase offensiva, con tre reti mette i sardi sulla strada della salvezza, lasciando poche speranze, al limite dell’impossibile, a Nesta e al Monza. Dopo un primo tempo di studio i sardi si scatenano nella ripresa e i lombardi hanno perso la speranza di poter ribaltare la partita.
Fiorentina-Atalanta 1 a 0. Il colore viola al Franchi non è piaciuto alle big del campionato. L’ultima a cadere la Dea di Gasperini che ha lasciato in riva all’Arno il sogno di partecipare alla fase finale dello scudetto. I due KO contro Inter e Fiorentina sono stati fatali per i bergamaschi, troppo poche due vittorie nelle ultime sei gare giocate. Palladino ha battuto alla centesima partita in Serie A il suo maestro cambiando il modulo di inizio campionato in un 3-5-2 più efficace e organizzato. Poteva essere gara da 0 a 0, ma l’errore di Hien in uscita facendosi rubare il pallone da Kean al 16 gol in stagione ha fatto imbufalire Gasp in tribuna per squalifica.
Inter-Udinese 2 a 1. Il Biscione ha vinto con il brivido contro le zebre del Friuli assenti nel primo tempo, salvato da due parate di istinto di Sommer nei secondi 45’ di gioco. Inzaghi lascia a riposo qualche titolare facendo gol e partita nel primo tempo per demeriti dei friulani. Dopo il 70’ di gioco soffre i cambi e la carica degli uomini di Runjac tanto da far vedere un tecnico nerazzurro spaventato, poi espulso dall’arbitro e mandato negli spogliatoi. Mercoledì semifinale di Coppa Italia con il Milan: dopo tre giorni in campo a Parma. La prossima settimana arriva il Bayern Monaco ai quarti di Champions.
Napoli-Milan 2 a 1. Conte detta la sua legge per alimentare la speranza di raggiungere l’Inter in testa alla classifica, Ciuccio aiutato dalla solita partenza del Diavolo rimasto nello spogliatoio. La classifica ancora non è da inferno per il Diavolo, ma è grigia: il nono posto allontana anche dall’Europa che conta meno. Il Napoli parte con il turbo, ma arriva in apnea, tanto da far pensare che la formazione del primo tempo di Conceiçao sia stata sbagliata. Leao l’ha riabilitata, ma Gimenez ha sbagliato un rigore.
Verona-Parma 0 a 0. La sfida salvezza a reti bianche ha colorato solamente la classifica del Verona che sale a 30 punti, mentre lascia grigia quella del Parma a tre punti di vantaggio sull’Empoli terzultima posizione per retrocedere. Quasi miracolate le difese essendo tra le peggiori dell’attuale Serie A, aiutate in questo caso dagli attacchi infruttuosi.
Lazio-Torino 1 a 1. L’Aquila non sa più volare all’Olimpico di Roma una sola vittoria casalinga nel 2025. Si illude con il gol di Marusic, ma un errore difensivo permette al Torino di andare in gol con un altro centrocampista. Bravo Vanoli, tecnico granata, quando ha capito che fare gol con gli attaccanti sarebbe stato difficile ad armare gli uomini di centrocampo, in rete sette calciatori di quel reparto.
Juventus-Genoa 1 a 0. Le cronache sono tutte per la prima vittoria di Tudor arriva solo grazie alla magia di Yildiz. Un gol da turchi per il Vecchio Balordo che parte da un fallo laterale con Tudor in versione raccattapalle che lancia la rimessa laterale al volo, da una spallata non riuscita e dalla non marcatura del calciatore che festeggia come i Rolling Stones con la linguaccia. Yildiz liberato sulla destra della marcatura del marpione Sabelli difficile da superare sulla sinistra bianconera. Pochi i meriti riconosciuti al Genoa, anche se ormai è riconosciuto, in poche righe di cronaca, da tutti: solido, equilibrato, con un’identità fino ai 18 metri dall’area avversaria. Dopo si inceppa.
Pochi i gol realizzati: 28 in 30 giornate di campionato, 16 dall’arrivo di Vieira in 18 gare. Senza cross e senza combinazioni di gioco per il Vecchio Balordo il successo della rete è come correre dietro una gallina: sembra facile farlo, ma per il Genoa è difficilissimo.
Tocca a Vieira, ad otto giornate dal termine, con i muscoli di Vitinha, Messias, Ekuban, anche utilizzati da farmacista , studiare con lo staff qualcosa di diverso in fase offensiva per non lasciare Pinamonti sempre in balìa dei centrali avversari. Ci riusciranno? Certamente, considerato come studiano perfettamente le strategie contrarie.
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